Facchini fa due sfilate Primavera/Estate 2019: il ritorno di Byblos è la sua presentazione in garage. Uno di Verona passato da Central Saint Martins, tornato a parlare il linguaggio internazionale delle modelle con il milanese sotto pelle. Dal motorino alla limousine con bodyguard militari, dal centro sociale a Via Montenapoleone, visione da regista pornografico con esecuzione da atelier. Freddo, preciso, naturale.
Byblos in un vecchio garage vicino alla Darsena: gli ospiti entrano in un bozzolo metallico come se stessero salendo su una navicella. Dentro è tutto argento riflettente, specchi, neon, elementi tecnici da fantascienza. Caldo, caotico, modelle che attraversano la scena come se stessero partendo per la luna. Tricia Akello, Carmen Amare, Alanna Arrington, Julia Banas: ragazze internazionali che parlano quella lingua milanese in cui vieni da ovunque e da nessun posto, da Rimini a Piazza di Spagna a Napoli fino a qui.
La sua sfilata personale: garage industriale grezzo, luce a contrasto duro sul pavimento. Un'estetica da giallo anni Ottanta, Argento e Salieri messi nella stessa stanza. Luce da cinema horror italiano che diventa moda: umore scuro, angoli netti, ombre taglienti, sex appeal crudo. Nessuna scusa per essere bello, oscuro e italiano. Lo è e basta.
Byblos Milano Veramente
"Reburn" apre la Milano Fashion Week il 19 settembre 2018 alle 11:30. Burning Man incontra Blade Runner: 41 look, colori neon, materiali tecnici che rimandano la luce come in una sala di specchi. Parka metropolitani che diventano armature futuristiche, tessuti da paracadute, abiti ombré con paillettes piumate, cuissard in nylon super riflettente. Silhouette snelle, volumi oversize, trainer massicce, occhiali a visiera. Fantascienza sì, ma italiana: quella lucidità Via Montenapoleone in cui il costoso sembra naturale.
Modelle che si muovono sotto teli argento gonfiati sopra la testa, metallo e specchi dappertutto. Eamonn Hughes firma capelli futuristici. Ragazze dalla Sicilia via Napoli via circuito internazionale, con quella pulizia milanese stesa sopra un'energia mediterranea ancora viva. Byblos torna dopo una stagione saltata e si reinventa del tutto, lasciando però visibile il DNA d'archivio.
Manuel Facchini SS19
La sua sfilata: guerriere galattiche che emergono dal buio di Argento. Luce da horror italiano, ombre dure, angoli nervosi, sex appeal grezzo. Nessuno spazio elegante, solo convinzione e mestiere.
"L'ispirazione nasce dal contrasto, l'innovazione dalla contaminazione." Verona, Londra, Central Saint Martins e poi di nuovo Milano. Gotico che incontra sportswear hi-tech, scienza molecolare che incontra natura, arte che incontra precisione tecnica. Prende da tutto: arte, musica, scienza, cultura. Lo spirito anarchico di Burning Man incontra materiali spaziali.
Direttore creativo di Byblos dal 2006, appena uscito da scuola. Il marchio personale nasce nel febbraio 2015. Per la SS19 tiene insieme entrambi: eredità colorata e lusso sperimentale nello stesso respiro. Conoscere la tradizione così bene da potertela permettere di rompere.
Da una perdita da 19 milioni alla boutique in Via della Spiga
Byblos entra in ristrutturazione giudiziaria nell'ottobre 2019, con una perdita da 19 milioni di euro. Poteva essere la fine. Invece nel 2022 Facchini fonda Supernova Srl, rilancia il brand con una nuova struttura, porta dentro Enrico Vanzo da Armani e Tommy Hilfiger e apre la flagship in Via della Spiga nel febbraio 2022, nel Triangolo d'Oro del lusso milanese. Piani per Mosca, per l'Asia. La resurrezione raccontata con calma, senza melodramma.
Niente più collezioni stagionali: capsule "see now, buy now". Uscite mensili, massimo trenta pezzi, categorie singole. Genderless, sostenibile, digitale. Parla a Gen Z e Millennial che capiscono quella cosa lì: la brillantezza di Rimini con Napoli ancora ruvida sotto, la lucidatura internazionale sopra il calore mediterraneo. Reinventare il modello di business a metà carriera senza vergognarsi di cambiare, purché la visione resti intatta. Flessibilità dentro la convinzione, pragmatismo dentro l'arte.
Gioielli DNA stampati in 3D, fotografia subacquea, scienza molecolare
"Spiral Collection", "DNA Collection" con design computazionale e gioielli stampati in 3D, "Watercrush Collection" nata da ritratti acquatici di un fotografo canadese. Integrazione tecnologica vera: stampa 3D, computational design, manifattura innovativa. Un "sognatore pragmatico" che unisce creatività illimitata e realtà d'impresa. Energia londinese, cosmopolitismo ibizenco, arte contemporanea, scienza molecolare. Visione che sa cos'è trasgressivo e cosa è bello, come farti guardare, come mischiare alto e basso, sacro e profano, tecnico e sensuale.
11K su Instagram, social selettivi, networking B2B su JOOR. Milano Fashion Week anche attraverso presentazioni digitali e sfilate fisiche scelte con precisione. Qualità sopra la quantità. Essere selettivi in un'epoca che pretende contenuto continuo. Tradizione rispettata abbastanza da poterla violare. Milano veramente: modelle internazionali che parlano milanese, dal motorino alla limousine, dalla brillantezza di Rimini alla Sicilia ruvida, dallo smalto di Via Montenapoleone al cemento del garage.
100 milioni di fatturato, Made in Italy, DNA anni Ottanta
Byblos compete accanto a Missoni e Moschino. Cento milioni di fatturato globale. Fusione tra natura e hi-tech, DNA colorato e da viaggio arrivato dagli anni Ottanta migliori. Riconoscibilità multigenerazionale, proprietà familiare, stabilità strategica. Obiettivo tra i 40 e i 50 milioni entro cinque anni. Cinquanta per cento Italia, cinquanta per cento internazionale: Est Europa, Asia, Medio Oriente. Costruzione lucida. Conoscenza del proprio valore. Questa è Milano: onorare la storia senza farsi imprigionare dalla storia.
Milano veramente
Scattato in RAW con la 5DS, senza dormire, con un Montepulciano decente bevuto in volo. È questo che rende certi italiani davvero cool: essere grandi senza annunciarlo, restare flessibili dentro la convinzione, pragmatici dentro l'arte, tradizionali quanto basta per permettersi la trasgressione. Milano veramente.